Archive for natura

I cristalli qualcosa di straorinario……

quarzoUn cristallo è formato da atomi , associati in una disposizione geometricamente regolare che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali. Mondo affascinante e sconosciuto , i cristalli sono stati oggetto di ricerca , collezionismo , studio e commercio occupando da sempre un posto di rilievo nella storia economica e scientifica , nell’evoluzione della cultura , dell’arte e perfino  della medicina.I cristalli rappresentano la manifestazione più eclatante della natura intima dei minerali e più in generale della materia allo stato solido.

Possono formarsi in ambienti e condizioni chimico-fisiche diverse ed essere piritecaratterizzati da differenti velocità  e dimensioni raggiungibili.Per la formazione di grandi cristalli occorre che le condizioni chimico-fisiche che non mutino eccessivamente , altrimenti il cristallo  non solo cessa di crescere , ma puo’ adirittura iniziare a dissolversi.Altro fattore fondamentale è lo spazio : è molto improbabile  che un cristallo riesca  a crescere senza saturare tutta la superficie disponibile e quindi senza perdere la sua connotazione di cristallo  separato da altri.I cristalli perfetti sono il risultato di crescite indisturbate e regolari che  nelle rocce possono avvenire entro cavità e fessure.

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Gorilla in fuga

gorilla1Oltre un quarto della popolazione mondiale dei gorilla di montagna è messo in fuga dalla guerra nel nord est della repubblica democratica del Congo.I recenti scontri  fra i ribelli  Tutsi e le truppe regolari hanno costretto centinaia di persone ad abbandonare le proprie case a North Kivu , la provincia che ospita il Virunga park , il parco nazionale più vecchio dell’intero continente.Le 50 guardie del parco sono state costrette alla fuga e il loro quartiere generale è rimasto in mano ai ribelli , che hanno invaso l’habitat  naturale dei primati con gli accampamenti e cacciato questa specie , di cui ne rimangono soltanto 700 esemplari  al mondo , 200 dei quali in questa regione: attualmente il 40 per cento del territorio del parco non è piu’ sotto la protezione del Congolese Wildlife Authority.

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Le montagne di sabbia

namibiaLe dune sono colline di sabbia modellate dai venti e quindi soggette a continui spostamenti a seconda della direzione del vento mutando le caratteristiche del paesaggio in cui sono presenti le dune.Le dune sono caratteristiche dei deserti sabbiosi e anche delle coste sabbiose in cui il  fenomeno è meno accentuato e dipende dalla dimensione della spiaggia , dalla grandezza dei granelli e dalla forza dei venti.

Le dune vengono lassificate a seconda della loro forma :

dune

Dune trasversali : hanno disposizione ortogonale rispetto al vento dominante , sono create dal vento che modella la superficie che sfiora.Il lato sopravento è meno inclinato di quello sottovento quindi la cresta è asimetrica.Sul versante sopravento la sabbia è sospinta  in salita per saltazione fino a raggiungere la cresta e ricadere sul lato opposto per gravità,la linea della cresta ha un andamento sinuoso.

Dune longitudinali : sono disposte lungo la direzione del vento spesso sono molto lunghe e distanziate , si pensa che il vento eserciti un rapido trasporto lungo i corridoi tra dune  mentre le dune rappresentano le zone  a minima velocità di trasporto.

barcaneBarcane: hanno forma di lunette con il lato convesso contro vento e i due bracci  nel senso del vento

Dune paraboliche: sono a ferro di cavallo con il lato concavo verso il vento e la parte centrale che viene progressivamente  spinta dal vento.

Dune di ostacolo : si formano in vicinanza di rilievi  che si oppongono  al regolare spirare del vento .

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Uno spettacolo incandescente

Le eruzioni vulcaniche sono uno dei fenomeni più spettacolari che ci regala la Terra.Il vulcano è un rilievo formato dalle masse di rocce ignee eruttate dall’interno della Terra.

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Sono innumerevoli i vulcani e le loro eruzioni possono essere catalogate quanto segue:

Tipo islandese : le eruzioni avvengono attraverso fenditure , le colate alimentate da magmi  basici e ultrabasici sono tendono a formare degli altopiani basaltici.

Tipo hawaiano: le eruzioni avvengono per la risalita di magma dai pennacchi caldi fino ai punti caldi , la lava è basica e molto fluida , i vulcani che hanno questo tipo di eruzione sono detti a “scudo” in quanto i versanti hanno pendenze minime.

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Tipo stromboliano: eruzioni con magmi basaltici molto viscosi che danno luogo ad una attività duratura caratterizzatadalle emissioni ad intervalli regolari di fontane di lava , lancio di lapilli e bombe vulcaniche.

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Tipo vulcaniano: eruzioni sono esplosive nel coros delle quali vengono emesse bombe dilava e nuvole di gas cariche di ceneri.

Tipo peleano : le eruzioni sono prodotte da magma molto viscoso , si formano nubi ardenti , sono eruzioni molto pericolose che si concludono con il collasso dell’edificio vulcanico .

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Tipo pliniano : eruzione caratterizzata da una iniziale forte esplosione , con la formazione di una colonna di ceneri che puo’ raggiungere i 20 km di altezza che successivamente collassa dando origine ai flussi piroclstici , nubi di fango ardente.

L’uomo non è in grado di prevedere le eruzioni vulcaniche.

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Il colore della pelle……..

rettiliLa pelle di tutti i vertebrati , tranne gli albini , contiene pigmenti di varia natura presenti all’interno di cellule specializzate , i cromatofori che hanno origine dalle cellule della cresta neurale.I cromatofori sono localizzati nella parte piu’ superficiale del derma dei pesci , degli anfibi e dei rettili , mentre penetrano o sono localizzat nell’epidermide degli uccelli e dei mammiferi.Sono detti melanofori quando il pigmento è costituito da scura melanina , che può essere marrone , nerao più gialla e rossastra.I melanofori sono cellule a forma stellata con lunghi processi ramificati e il pigmento è sintetizzato e contenuto all’interno di organelli detti melanosomi.

anfibi

La maggior parte dei mammiferi possiedono solamente melanofori , ma altri vertebrati hanno pigmenti piu’ vivacemente colorati.Gli iridofori contengono cristalli riflettenti di una purina che può conferire un colore argenteo.Gli xantofori e gli eritrotofi contengono pigmenti giallastri o rossastri rispettivamente formati pteridine e carotenoidi.

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Rane e rospi in pericolo!

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Le rane ed i rospi sono gli animali più minacciati del nostro pianeta.

Questi anfibi sono comparsi sul nostro pianeti 300 milioni di anni e adesso rischiano di scomparire per sempre. La Colombia è il paese in cui corrono il maggior pericolo di estinzione.

Pedro Galvis, esperto internazionale di conservazione, assieme ad altri biologi, ha svolto delle ricerche, con lo scopo di redarre un inventario della flora e della fauna, nella riserva faunistica Vanguardia Alta (Villavicencio). Pedro Galvis segue il suono che emette una rana maschio per attrarre le femmine e segnare il territorio. Si tratta di un esemplare appartenente ad una delle 733 specie descritte che, narra il libro rosso degli anfibi della Colombia, vivono nel paese. Di queste, 337 sono endemiche ed altre 217 sono minacciate di estinguersi. Questo è il risultato finale stilato dallo studio della valutazione globale degli anfibi (GAA), elaborato da 600 scienziati di 60 paesi.

rospo3Questo inquietante dato porta la Colombia al primo posto per le specie, in particolare anfibi, in pericolo. Gli seguono il Messico (204), Ecuador (165), Cina (91), Perù (86), Venezuela (71) e India (68). La cordigliera delle Ande, dove abitano più di un terzo delle specie, è una delle regioni col maggior indice di minaccia. Vari tipi di anfibi, del genere arlecchino, hanno perso l’80 per cento della loro popolazione negli ultimi dieci anni ed altri lo perderanno di qui al 2014. Secondo i biologi, se la situazione non verrà mutata con seri provvedimenti protezionistici, le rane e i rospi si sommeranno ai 70mila animali esposti nei vari musei naturali colombiani. Secondo il libro rosso degli anfibi della Colombia il tasso di inquinamento, destinato ad aumentare ulteriormente, è il maggior responsabile della moria di questi animali. La loro sparizione provocherebbe dei danni inimmaginabili alla catena alimentare poiché sono predatori di insetti e, nello stesso tempo, prede di uccelli e serpenti.

rospoCome se non bastasse, oltre all’inquinamento, l’uomo è un altro pericoloso nemico delle rane e dei rospi. Ogni anno migliaia di esemplari spariscono dalla Colombia. Essi vengono catturati da vere bande organizzate che li esportano clandestinamente all’estero. Ci sono collezionisti disposti a pagare centinaia di dollari per acquistare un raro esemplare di rana o rospo, che sarà destinato a morire dentro una gabbia di vetro.

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Sumatra attende il big one!

sumatra-1La zona di subduzione che ha causato il terremoto e lo tsunami di Sumatra-Andaman nel 2004 è a rischio di un altro grande evento, nonostante la sequenza di sismi avvenuta nell’area delle isole Mentawai nel 2007, secondo un gruppo di sismologi guidati dagli studiosi del Tectonics Observatory del California Institute of Technology.

Come molti ricordano, il devastante terremoto di magnitudo 9,2 che ha avuto come epicentro le coste occidentali di Sumatra il 26 dicembre del 2004 e che ha scatenato il devastante tsunami che ha investito tutte le coste dell’oceano indiano ha avuto luogo in corrispondenza di una zona di subduzione, dove una zolla della crosta terrestre affonda nel mantello scatenando sismi anche di notevoli intensità.

sumatra-2Ed è proprio questa zona di subduzione che ha interessato i ricercatori del Caltech. L’attività sismica nella regione, infatti, è continuata anche successivamente. Ma è possibile ipotizzare che questi recenti terremoti siano riusciti a liberare l’energia che si era accumulata nell’arco di un secolo di stress sismici? Per rispondere a questa domanda, sono stati considerati alcuni casi recenti collegati a analoghi eventi storici.

L’area a sud del sisma del 2004, è stata colpita da un sisma di magnitudo 8,6 nel 2005, ha spiegato Jean-Philippe Avouac in un articolo sulla rivista “Nature”, così come, raccontano gli annali, da un grande sisma nel 1861.

Quello del 2005, ritengono i sismologi, è stata una buona occasione per rilasciare l’energia delle tensioni che si sono accumulate a partire dall’evento ottocentesco; il tempo necessario perché ciò avvenga è evidentemente dell’ordine di uno o più secoli.

La stessa cosa non si può dire invece, per quanto riguarda un’area più a sud lungo la stessa zona di subduzione in prossimità dell’arcipelago Mentawai, una catena di circa 70 isole a ovest di Sumatra e dell’Indonesia. Tale area, infatti, è stata colpita da due terremoti giganti nel passato: il primo di magnitudo 8,8 nel 1797 e il secondo di magnitudo 9,0 nel 1833. Più recentemente, nel settembre del 2007, si sono verificati due sismi di magnitudo 8,4 e 7,9, rispettivamente, separati soltanto da 12 ore.

I ricercatori del Caltech, insieme con Kerry Sieh, ora  alla Nanyang Technological University di Singapore, hanno utilizzato per lungo tempo l’analisi degli anelli di crescita dei coralli per quantificare gli schemi di lento sollevamento e subsidenza nell’area delle isole Mentawai. Tali schemi sono il risultato delle tensioni dell’interfaccia delle due zolle, che infine verranno rilasciate nei futuri grandi sismi.

Purtroppo, però, tali tensioni non sono compatibili con l’evento del 2007,
almeno stando all’analisi delle registrazioni sismologiche con i sensori della rete (inSAR), le misurazioni sul campo e le quelle e che trovate grazie alle stazioni GPS denominate SuGAr (Sumatra Geodetic Array).

Nell’articolo di “Nature”, gli autori infatti sottolineato come sia stato osservato solo un quarto del momento sismico – un parametro che misura le dimensioni del terremoto e rende conto di quanto una zolla scivola sull’altra – che si è accumulato negli ultimi due secoli.

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